FORGOT YOUR DETAILS?

Adozione

i genitori adottivi

L'adozione, come ben sa chi la vive personalmente, è un'esperienza ricca ed emotivamente intensa che a volte si carica, lungo il suo percorso, di vissuti emotivi talmente forti da risultare di difficile interpretazione e gestione.

L'adozione si configura molto spesso come l'incontro tra due storie di sofferenza. Da una parte ci sono due genitori che non sono riusciti ad avere un bambino biologico e dall'altra c'è un bambino che è stato abbandonato, trascurato, a volte maltrattato dalla propria famiglia naturale.

L'abbandono subito nella prima infanzia e la separazione dal proprio contesto di vita sono esperienze traumatiche molto forti per i bambini tali da poter condizionare il loro rapporto con i genitori adottivi, in modo particolare durante la fase adolescenziale. E' molto probabile che bambini con una storia di solitudine e abbandono alle spalle soffrano di disturbi affettivi e relazionali connessi a precoci traumi sperimentati nel contesto di un rapporto di attaccamento carente. I comportamenti disturbati e disorganizzati sul piano dell'attaccamento che i bambini collocati in adozione nazionale e internazionale possono aver strutturato vengono sempre più spesso riprodotti anche nei confronti dei genitori adottivi attraverso comportamenti esternalizzati (cioè buttati fuori e dunque espressi attraverso comportamenti aggressivi e provocatori) o, al contrario, introiettati e tenuti dentro di sé tramite massicce chiusure relazionali.

Queste diverse modalità di far fronte all'angoscia della propria storia emotiva si può manifestare con la riproposizione di un ampio spettro di comportamenti : tra le storie che i genitori raccontano vi sono bambini che rifiutano attivamente i genitori, che hanno comportamenti aggressivi e si relazionano con calci e pugni oppure che sembrano impenetrabili, ritirati in se stessi.

A volte questi comportamenti vengono manifestati anche nelle strutture scolastiche ed evidenziati con preoccupazione dalle insegnanti della scuola frequentata dai bambini. Tra le difficoltà di alcuni bambini adottati che hanno vissuto esperienze di particolare sofferenza possiamo ritrovare il Disturbo della Condotta, il Disturbo Oppositivo-Provocatorio, il Deficit di Attenzione e Iperattività, i Disturbi dell'Apprendimento, l' Ansia, le difficoltà di relazione con i pari, l'aggressività rivolta verso se stessi e/o verso gli altri, la bassa autostima, ecc.

A volte i bambini adottati hanno comportamenti che possono sembrare strani, senza senso, ma che di sicuro lo acquistano se riportati al contesto precedente di vita (ad esempio possono nascondere il cibo sotto il letto, possono aver paura di oggetti o contesti che apparentemente sono senza significato, ecc.). Spesso i genitori adottivi si trovano a dover dare un senso a comportamenti del proprio bambino che non sono di immediata lettura; a volte si devono rapportare con un sistema sociale (scuola, medici, amici) che raffronta lo sviluppo e le modalità relazionali del bambino adottato con quelle dei coetanei che non hanno condiviso una storia analoga di abbandono. In queste situazioni i genitori ci riferiscono di provare un forte senso di frustrazione, la sensazione di aver sbagliato qualcosa e di non essere stati capaci di occuparsi adeguatamente del loro bambino. Spesso, quindi, ci imbattiamo in genitori che devono reggere la frustrazione legata al confronto con altri genitori, alla difficile lettura dei comportamenti del proprio figlio, al vissuto di impotenza nel trovare modalità adeguate per rispondere a sue particolari esigenze arrivando, a volte, a prendere le distanze dallo stesso.

Infine possiamo aggiungere che capita che l'arrivo del bambino adottato, con le sue problematiche metta in seria difficoltà la coppia genitoriale portandola ad attraversare una vera e propria crisi coniugale.

Se si pensa poi al periodo adolescenziale ci imbattiamo in situazioni dove il ragazzo rifiuta attivamente i genitori, le loro regole, dicendo "tanto voi non siete i miei genitori"; in questo periodo ci può essere da parte del ragazzo un rifiuto di tutto quello che riguarda la sua famiglia e le regole, da quelle presenti in famiglia a quelle della scuola e più in generale della società. Ci può essere una reciproca presa di distanza tra figlio adottato e genitori che rischia di aprire delle incomprensioni e delle fratture difficilmente sanabili. Anche queste situazioni e il conseguente vissuto di impotenza, la sensazione di aver sbagliato qualcosa o l'idea che il figlio sia un ingrato rappresentano dei vissuti emotivi che alcuni genitori sperimentano in particolari momenti della loro esperienza genitoriale.

Dal nostro punto di vista è molto importante che la famiglia possa essere supportata e accompagnata nell'aiutare il bambino adottato nei momenti di crisi e di difficoltà poiché essa stessa è fonte importante e fondamentale di cura e sollievo per il figlio che ha faticosamente cercato.

La nostra équipe offre percorsi di valutazione ed intervento con il bambino e percorsi di sostegno sia ai soli genitori che alla famiglia intera attraverso psicologi con esperienza specifica e pluriennale nel campo.

TOP