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Depressione

La depressione è un sentimento e una esperienza esistenziale tanto comune che è difficile che qualcuno non l'abbia mai provata nel corso della propria esistenza. Può averla provata a causa di un momento difficile, di una crisi personale o coniugale, oppure lavorativa, ecc. ecc. Può averla provata come conseguenza per la perdita di un familiare o per mille altri motivi.

Com’è comune dunque per la maggioranza delle persone provare ansia di tanto in tanto, così ognuno, nel corso della propria esistenza, fa esperienza della tristezza, della malinconia, della poca voglia,  insomma della depressione.

Ogni individuo si sforza di tamponare gli squilibri del proprio umore, soprattutto quelli a sfondo depressivo, anche perché la convenzione sociale dà a vedere di preferire e di meglio integrare i soggetti con un certo grado di euforia che favorisce investimenti, progettualità, apertura alle possibilità della vita. Per la società infatti essere allegri, positivi, con voglia di fare ecc. è considerato preferibile al mostrarsi invece più chiusi, riflessivi, malinconici, tristi.

A volte però gli sforzi individuali, le energie e le iniziative personali non bastano a contrastare il nostro umore . La tristezza continua, a volte dandoci la consapevolezza dei motivi per i quali siamo tristi altre volte invece lasciandoci in quella emozione penosa senza che ci si renda conto del perchè.

I vissuti depressivi aumentano nel corso della vita. Le forme più frequenti di depressione fanno infatti la loro comparsa dopo l’età media, quando diventa più difficile sperare e investire nella vita perché il futuro è in gran parte determinato dalle scelte compiute in precedenza e perché le speranze, a volte anche eccessive, di una vita migliore sono state frustrate dalle esperienze vissute, dai dolori affrontati, dalle sofferenze che la vita ci ha riservato.

Fasi depressive attraversano la vita di tutti gli uomini come episodi normali e comprensibili che il soggetto è di solito consapevole di poter superare da sé ma quando questa consapevolezza viene meno e la condizione depressiva permane o non è più controllabile, allora tale alterazione del tono dell’umore si muove verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione che causano grave sofferenza, limitazione delle attività personali, familiari, sociali, lavorative……

La depressione può quindi essere descritta come uno stato emotivo caratterizzato da grande tristezza e apprensione, dalla sensazione che nulla abbia veramente valore, da senso di colpa, dall’isolarsi dagli altri, dalla perdita del sonno, dell’appetito e del desiderio sessuale, o dalla perdita di interesse e di piacere nelle attività che si è soliti svolgere. I sintomi della depressione presentano nelle diverse culture alcune variazioni, che sono probabilmente il risultato delle differenze negli standard culturali relative a quali siano i comportamenti socialmente accettabili. Per fortuna nella maggior parte dei casi la depressione, benché sia ricorrente, tende col tempo a scomparire; ma può accadere anche che si cronicizzi: in questi casi non si riesce più a recuperare tra un episodio e l’altro il proprio livello normale di funzionamento. E’ perciò necessario farsene carico.

Frequentemente si osservano sbalzi di umore, ansia e incapacità a  provare piacere o interesse nelle cose della vita. Questi sentimenti di distacco affettivo possono diventare spesso essi stessi fonte di atroci sofferenze morali e di intensi sensi di colpa. L’appetito è di solito ridotto e molti sentono di doversi sforzare a mangiare mentre in altre persone possono avere un appetito aumentato e ricercare cibi particolari(come dolci o altri carboidrati). Ciò determina spesso  alterazioni di peso significative.

Il senso di svalutazione riguarda spesso errori passati o eventi della quotidianità sfavorevoli verso i quali si prova un grande senso di responsabilità. Vi è la presenza inoltre di forte concentrazione su un unico pensiero, assai penoso, da cui non ci si riesce a distogliere e tale atteggiamento impedisce di focalizzarsi su compiti nuovi rallentando così anche i processi di contatto con il mondo circostante. Si inizia a trascurare la propria persona ed anche le attività che nel passato erano di gratificazione ma che ora non suscitano più alcun interesse.

L’attività sessuale si riduce o cessa proprio. Non vi è infatti interesse per questa sfera della vita; la relazione con l’altro anche in questo campo è più difficile e di poco interesse.

Anche l'attività lavorativa ne risente. La persona che attraversa un periodo di depressione ha più difficoltà ad andare al lavoro, a concentrarsi sui compiti richiesti e, allo stesso tempo, vive in maniera meno serena il suo impegno lavorativo. Ha spesso l'impressione di non essere più all'altezza, di non riuscire più come prima a svolgere i propri compiti professionali, pensa che gli altri lo valutino poco e/o lo giudichino in maniera negativa.

Tutti questi sentimenti non fanno che aumentare la sua scarsa autostima, il senso di inutilità e di sconfitta. La sua regolarità lavorativa ne risente poiché aumentano le assenze dal lavoro. A volte una depressione lunga e non curata può anche provocare un serio ostacolo alla prosecuzione dell'attività lavorativa con gravi ed evidenti conseguenze negative sulla vita complessiva di quella persona e dei suoi familiari.

Relativamente a questi ultimi bisogna dire che vivere accanto a un familiare depresso rappresenta una grande sofferenza, un notevole disagio e a volte anche un evidente imbarazzo per non sapere cosa fare. Molti familiari si chiedono se debbono incoraggiare la persona, oppure sgridarla chiedendogli di farsi forza oppure altro che però non sanno cosa sia.

La depressione può anche creare una certa dose di aggressività nelle persone che vivono nello stesso contesto familiare della persona depressa. Si tratta di reazioni comuni e “normali” che tuttavia producono forti ed ulteriori tensioni, dolore e disagio in tutti. In colui che vive la situazione depressiva e nei suoi familiari che la vivono di riflesso.

La depressione può essere efficacemente curata attraverso una serie di interventi che vanno dalla psicoterapia individuale, a volte di coppia e spesso con l'assunzione di apposita terapia farmacologica. Questa combinazione di terapie permette di ottenere ottimi risultati.

A questo proposito è bene precisare che gli studi più recenti e più riconosciuti relativamente alla depressione sono concordi nell'affermare che se i farmaci sono utili e a volte indispensabili essi da soli sono tuttavia quasi sempre insufficienti a risolvere efficacemente e in maniera duratura la depressione. Il rischio della loro assunzione troppo a lungo senza una psicoterapia è infatti quello che essi producano dipendenza, che sia necessario assumerne dosi sempre maggiori, che la loro efficacia sia sempre minore  e diventino  così ben presto inefficaci  se non dannosi.

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