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Disturbi alimentari

Ormai da parecchi anni i disturbi della alimentazione sono diventati un vero problema sociale e sanitario. La diffusione di comportamenti irregolari e problematici nel campo alimentare si sono infatti diffusi con modalità epidemiche in tutte le fasce di popolazione.

Sono grandemente aumentate le persone obese, sia tra gli adulti che, cosa ancor più preoccupante, tra i bambini. Sono altresì aumentate molto le persone affette da disturbi del comportamento alimentare caratterizzati o da eccessiva assunzione di cibo in tempi e con modalità particolari e specifiche (bulimia nervosa) o caratterizzati da eccessivo controllo nella assunzione del cibo con conseguente eccessiva magrezza (anoressia nervosa).

Sembra quasi che la disponibilità di cibo quasi illimitata che caratterizza le società avanzate e che rappresenta una assoluta novità rispetto a  tutte le civiltà che ci hanno preceduto dove la disponibilità di cibo era appannaggio di un numero limitato di persone, stia diventando un vero problema.

Si potrebbe anche aggiungere che l’uomo, risolto un problema, se ne crea un altro. La situazione è tale infatti per cui i problemi alimentari per come li conosciamo oggi nel nostro paese e in tutto il mondo occidentale non sono presenti in altre zone del Pianeta dove la povertà e la mancanza di cibo sono ancora diffuse e terribili come lo sono state anche in Occidente per tanti secoli.

I disturbi dell’alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Il cibarsi non rappresenta più un comportamento naturale determinato dal bisogno di sopravvivenza fisica ma assume connotati sempre più simbolici, psicologici e relazionali. Caratteristica comune di queste situazioni di malessere è la presenza di un’alterazione nella percezione del peso e della propria immagine corporea. Allo stesso tempo si evidenzia come il peso, l’alimentazione, l’immagine corporea diventino sostanziali nel creare l’immagine stessa  della persona e ne sostituiscano ogni altro elemento caratterizzante. La figura esile o rotonda, il controllo del cibo o la mancanza di controllo, ecc. per alcuni individui diventano una metafora di se stessi e ne definiscono il valore al di là di ogni altro aspetto.

Detto questo è anche importante dire che l’abbuffata, come tale e presa singolarmente, non è per forza il segno di una patologia. La maggior parte delle persone che si abbuffano (di tanto in tanto) infatti non ha né un problema alimentare né un disturbo del comportamento alimentare: intendiamo ciò solo se le abbuffate non sono frequenti ma saltuarie,  non consistono in ingestioni di enormi quantità di cibo e non danneggiano la qualità della vita. Dall’altro lato tuttavia c’è però un numero significativo di persone per le quali le abbuffate interferiscono, in misura più o meno importante, con la loro qualità della vita; possono essere frequenti, dolorose e intaccare la salute fisica. Molti problemi di abbuffate rientrano nei criteri della bulimia nervosa o dell’obesità ed altri sono un po’ diversi, come in alcuni tipi di anoressia nervosa.

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