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Enpowerment

Col termine empowerment si intende l’attività di potenziamento e valorizzazione del proprio sé.
È un lavoro che si focalizza sulla consapevolezza del proprio valore e delle proprie potenzialità e sulla capacità di agire attivamente, sentendosi responsabili delle proprie azioni e attività.

Si tratta di un termine che esprime un concetto complesso e vario relativo alla idea che ognuno ha di sé e al processo che lo ha portato o lo può portare a costruire il prodotto dell’empowerment che può essere tradotto come il risultato atteso da ciascuno rispetto all’acquisizione di valore, capacità e sicurezza.
Ne deriva come tale processo necessiti di tempi, impegno, investimenti (soprattutto emotivi e psichici ma non solo) e come anche potrà andare ad influenzare la storia possibile (futura) della persona.

Quando si parla di empowerment relativo ad un soggetto non si intende dunque parlare di ciò che tale individuo esprime in quel momento, non si tratta di una valutazione e di una istantanea della persona ma bensì si parla delle sue potenzialità e di ciò che egli potrà raggiungere e acquisire se percorrerà una certa strada piuttosto che un’altra, se si impegnerà e lavorerà su di sé e sul proprio cambiamento.

Il processo di empowerment si può dunque collocare in diversi ambiti: dal mondo sociale e politico all’ambiente di lavoro, all’ambiente familiare e alla dimensione più intima e personale.
In questo ultimo caso il processo di empowerment si può considerare parallelo o identico ad un processo psicoterapeutico.
Un processo dove la persona parte da una condizione di disagio e incertezza personale e lavora per superarla per arrivare a cogliere gli obiettivi di maggiore sicurezza, autonomia, autocontrollo e capacità di azione che si è dato.

In questo percorso, similmente ai percorsi psicoterapici, il soggetto lavorerà sulle proprie acquisizioni, sulle origini delle stesse, sul perché ha strutturato determinate difese psicologiche e determinati modelli di pensiero e di comportamento e proverà a modificarle nelle parti che egli considererà da superare e/o da modificare.

Il processo di empowerment diventa quindi sia un percorso di arricchimento e di potenziamento e allo stesso tempo di cambiamento e di modifica, di superamento e di eliminazione di parti non adattive.
L'empowerment concerne non solo i percorsi individuali determinati da sofferenza e da disagio ma si può collocare anche in una dimensione, sia individuale che di gruppo, di desiderio di crescita, di tensione al miglioramento, di ricerca di migliori e maggiori competenze personali e professionali. In questo senso diventa non più un percorso di psicoterapia o di attività similare ma si configura come un lavoro su di sé che nasce non tanto dalla sofferenza e dalla crisi ma dal desiderio e dalla ricerca di miglioramento.
Non a caso il termine è stato coniato e mantenuto nella lingua Inglese quasi a rappresentare una modalità del mondo anglosassone e americano  di  definire percorsi di auto cura e  miglioramento.

Un esempio interessante nell’ambito lavorativo è quello che collega l’empowerment alla capacità di lavorare con i collaboratori delegando loro funzioni diverse. Sappiamo che le organizzazioni di lavoro, soprattutto quelle complesse, presuppongono e necessitano che molte attività, decisioni, scelte vengano compiute da più persone essendo assolutamente impossibile per chiunque, anche il manager più capace e competente, portare avanti da solo tutte le cose che ci sono da fare. Bene, in queste scelte se colui che si trova nella posizione gerarchica superiore non ha una sufficiente sicurezza, capacità di ascolto e di protezione degli altri, difficilmente riuscirà a delegare ritenendo che ciò sia per lui più pericoloso che caricarsi di ogni responsabilità. Nel caso invece egli abbia una buona idea di sé, una buona autostima e sicurezza personale sarà in grado di delegare e di collocarsi in una dimensione diversa da quella precedente di factotum, risultando invece di supporto, di aiuto e di protezione nei confronti dei delegati.

Queste capacità e sicurezze possono essere ricercate e ottenute anche attraverso percorsi di empowerment che permettano di acquisire quelle conoscenze di sé che sono alla base di un certo modo di comportarsi e conseguentemente che permettono il cambiamento necessario a svolgere funzioni diverse nel corso della propria vita  lavorativa.

Questi percorsi sono particolarmente indicati per i manager o i quadri che, dopo aver svolto per molto tempo una certa funzione, vengono chiamati a funzioni superiori che, tuttavia, necessitano di una ricollocazione oltre che organizzativa anche psicologica e mentale. Ricollocazione psicologica e mentale sia nei confronti degli altri ma soprattutto di se stessi.
Nell’ambito del mondo del lavoro il concetto di empowerment personale è in stretta relazione con alcuni altri concetti che brevemente ricordiamo:

  • Capacità di avere un locus of control interno. Capacità cioè di pensare che le azioni svolte sono il frutto della propria attività e non invece del caso, della sorte o peggio, colpa degli altri.
  • Percezione di sé come persona efficace e capace di agire positivamente sulla realtà
  • Buona percezione di sé
  • Tendenza alla speranza e alla possibilità di modificare positivamente le cose
  • Tendenza a pensare che tutti e dunque non solo se stessi, sono in grado di fare cose positive e di modificare positivamente le situazioni. (vedi anche: Conosci te stesso).
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