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Preparazione mentale per il tennis

Il tennis è uno sport individuale per eccellenza. Nel gioco e nella pratica tennistica sia a livello amatoriale che professionistico il giocatore si trova da solo in campo, in uno spazio aperto, da solo di fronte all’avversario e da solo di fronte al pubblico.

La sensazione di solitudine è dunque massima. Sappiamo che la condizione di solitudine, resa più forte dalla  esposizione al giudizio degli altri, risulta particolarmente ansiogena e può mettere conseguentemente a rischio la prestazione.

La preparazione mentale nel Tennis diventa quindi una importante opportunità di padroneggiare le proprie emozioni e migliorare le proprie prestazioni sia sul piano dei risultati sportivi che della soddisfazione personale. Sia cioè nel caso in cui il giocatore/giocatrice sia prettamente rivolto al risultato sia nel caso sia un giocatore soprattutto attento al compito.

Sappiamo che i giocatori del primo tipo non si preoccupano tanto del come ottengono il risultato ma del risultato stesso mentre i giocatori del secondo tipo desiderano anche, oltre al risultato, realizzare un bel gioco, imparare nuovi colpi e nuove strategie, piacersi nello stile e nella tecnica.

In entrambi i casi comunque lo stato emotivo gioca un ruolo molto significativo nel processo di gioco e sportivo. Pensiamo per esempio alle reazioni che provoca l’andamento della partita a seconda che le cose si mettano bene o male per il giocatore.

Il giocatore può rilassarsi e giocare meglio nel caso il punteggio e lo svolgersi del gioco siano a suo favore oppure può, sempre nello stesso caso, rilassarsi e deconcentrarsi pensando di poter vincere facile e rischiando così di vanificare il vantaggio o addirittura di perdere. In casi particolari quando la partita si mette bene alcuni  giocatori hanno la cosiddetta paura di vincere. E’ una situazione complessa che abbiamo analizzato in altra parte di questo sito. (vedi Paura di vincere)

Nel caso invece la partita stia girando a favore dell’avversario, il giocatore può  abbattersi pensando che l’avversario è troppo forte e lui non riuscirà a batterlo o invece il punteggio negativo potrà risultare uno stimolo a giocare meglio, a pensare di più a come modificare il proprio gioco, a reagire cercando stimoli nella propria autostima.

Si tratta di due semplici esempi che potremmo modificare con mille varianti molte delle quali legate essenzialmente allo stato emotivo che è il prodotto della  personalità del giocatore. Come si può constatare ogni singolo giocatore reagisce con modalità differenti che dovranno essere attentamente analizzate caso per caso per trovare, per ognuno, la soluzione più adeguata.

La preparazione mentale per il Tennis si presenta sotto varie forme e si indirizza verso tre direzioni principali:

  1. Il giocatore
  2. L’allenatore
  3. La Famiglia

Queste direzioni di lavoro non sono univoche perché possono essere facilmente integrate attraverso relazioni che vedono il preparatore mentale lavorare con :

  1. il giocatore e l’allenatore, oppure
  2. con l’allenatore e la famiglia del giocatore oppure
  3. con il giocatore e la sua famiglia.
  4. o anche con il giocatore, l’allenatore, la famiglia

Il preparatore mentale lavora anche col gruppo dei maestri/allenatori per aiutarli a capire meglio alcune dinamiche relazionali  con gli allievi o relative al rapporto con gli altri maestri/allenatori;  oppure può lavorare con un gruppo di genitori in situazioni dove sia utile creare sinergie e simpatie piuttosto che eccessiva aggressività e non sana competizione .

La figura del preparatore mentale per il tennis è obbligatoriamente richiesta dalla Fit per tutte le top school tennis affiliate alla Fit. Il dott. Lorenzo Morini ha il titolo di preparatore mentale di 1 livello per il tennis rilasciato dalla Fit.

Rispetto agli aspetti psicologici legati all’attività sportiva in generale vi invitiamo a consultare la pagina Psicologia dello sport nel menù Servizi e convenzioni e le successive sue sottopagine.

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