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Problemi di coppia

I problemi di coppia sono numerosi e molto diffusi. Nonostante ciò spesso le coppie pensano di risolverli da soli senza chiedere aiuto a nessuno. Spesso ci riescono soprattutto quando riescono a parlarne superando la fase del mero litigio che diventa fine a se stesso e che serve solo ad aumentare la distanza tra i partners, la rabbia e la delusione per quella vita e quel rapporto.

Quando però le persone non sono in grado di dare voce al loro disagio e alla loro sofferenza o uno dei due non riesce o non vuole affrontare la discussione con l'altro, può essere utile inserire un mediatore tra i "contendenti". Intendiamo per mediatore uno specialista che sia appositamente formato alla terapia di coppia e che provi a mettersi in mezzo ai bisogni e alle emozioni di ognuno per tradurre ciò che emerge solo come comportamento e come incomprensione in un messaggio che l'altro riesca a comprendere.

Lo psicologo psicoterapeuta della coppia è spesso un "traduttore" di messaggi, uno che ripristina la comunicazione tra i due partners, che prova a capire per far capire, che lavora per dare ascolto e voce alle esigenze, ai bisogni e anche alle paure di ognuno. Tra le emozioni che fanno stare peggio le coppie ci sono la sensazione di non essere capiti e accettati; l'idea di non essere considerati abbastanza, la paura di non piacere più e di non essere più considerati positivamente. Un altro tema di sofferenza è poi rappresentato dal timore che ci sia un altro/a nella vita del coniuge e/o del compagno/a.

Le difficoltà di coppia sono a volte difficili da "dire". Sono cioè argomenti emotivamente complicati, che mettono in ansia, che bloccano la capacità di analizzare con serenità la propria condizione, che rappresentano il crollo di sicurezze e traguardi acquisiti. Tutto ciò spesso non è chiaro ai coniugi che vivono un momento di crisi. Sentono che stanno male, percepiscono e subiscono il dolore e la sofferenza di una condizione per certi versi oscura e inconoscibile ma può capitare che non sappiano bene né che cosa sia quella situazione né soprattutto come si possa uscirne.

E perciò non riescono neanche a parlarne, a comunicare in maniera comprensibile all'altro/a la loro paura e la loro rabbia. Molto spesso tali emozioni escono attraverso comportamenti che se l'altro cerca di interpretare sono spesso negati. " Cosa hai? Mi sembri teso/a. No, non è niente, sono solo stanco." "Ma perchè sei sempre così nervoso/a? Ce l'hai con me, ti ho fatto qualcosa? No, no, ho solo problemi a lavorare......" Sono appena due tra le mille frasi che si potrebbero scrivere per illustrare momenti di crisi della coppia, di incomprensione e di incapacità a parlarne.

Invece si fanno parlare i comportamenti che a volte diventano veri e propri ulteriori problemi: aumenta l'uso dell'alcool, o si intensifica il fumo, oppure si smette di mangiare o si mangia troppo e in maniera compulsiva, o ancora si diventa più nervosi, irritabili, aggressivi, ecc. Può anche accadere che non ci sia più desiderio sessuale, anzi che sopraggiunga la paura per tale attività, o che si manifesti imbarazzo per la vicinanza corporea. A volte si ha voglia di piangere ma ci si vergogna e così il dolore non esce ma rimane incastrato dentro di noi e rischia di farci ammalare seriamente.

C'è poi tutto il tema dei figli e del rischio di un loro uso come "arma impropria" nella guerra tra i coniugi. Qui la situazione diventa effettivamente pericolosa. Se infatti accade che la rabbia e le incomprensioni tra i coniugi invece che essere manifestate ed espresse arrivino a coinvolgere i figli tale situazione rischia concretamente di arrecare danni molto importanti sia alla possibilità della coppia di uscire dal proprio stallo sia, soprattutto, di causare ai figli delle gravi sofferenze psicologiche.

Quando gli adulti non sanno litigare per conto loro ma mettono in mezzo i figli è assolutamente consigliabile interrompere immediatamente questi comportamenti, chiedere aiuto ad uno specialista e assumersi la responsabilità di dare il vero nome al disagio senza nasconderlo dietro a uno schermo così delicato come quello rappresentato dai figli.

A proposito dei figli si può aggiungere che molte storie di incomprensione e di allontanamento affettivo e a volte anche fisico e sessuale nella coppia incominciano dopo la nascita dei figli.

Perchè questo accade?

Come si possono recuperare i momenti belli trascorsi?

Quale posto devono occupare i figli nella vita della coppia?

Sono domande a cui è possibile dare risposte se i partners si mettono in gioco, se trovano la voglia di affrontarle, se non le lasciano nascoste e non dette, ecc.

Aggiungiamo un'ultima osservazione alle molte che ancora si potrebbero aggiungere. Capita molto più spesso di quanto si creda che una coppia si separi perché è più facile separarsi che affrontare le incomprensioni e il dolore che provoca la crisi. E' più facile cambiare partner che tentare di cambiare la propria relazione con questo/a. E così invece che cercare di capire e di mettersi in gioco si percorre la strada della separazione salvo poi ritrovarsi in una nuova futura relazione con gli stessi problemi che non sono stati affrontati in passato.

Resta ovviamente anche la possibilità, come è meglio specificato alla voce psicoterapia di coppia, che i coniugi utilizzino la terapia per capire che, in effetti, non ci sono più sufficienti ragioni per stare assieme. In questo caso la separazione avverrà su una base più matura, sostenuta da una profonda riflessione sui propri bisogni e le proprie esigenze e permetterà di impostare un futuro rapporto su basi diverse e più consapevoli.

Le esemplificazioni fatte sono solo semplici indicazioni di molti problemi che vivono oggi le coppie e che sarebbe troppo lungo elencare.

Ulteriori informazioni sono contenute nelle sezioni Psicoterapia di coppia e la Crisi della coppia.

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