Quando una persona vive delle situazioni esistenziali negative, quando sta male psicologicamente e il suo stato emotivo e affettivo costituisce una sofferenza, quando alcuni suoi comportamenti gli risultano insoddisfacenti o sbagliati e controproducenti si interroga. Una prima e immediata risposta è : “io sono fatto così”. Con questa risposta l’individuo “spiega” a se e agli altri i motivi delle sue condizioni psichiche e dei suoi comportamenti. Tale affermazione: “sono fatto così” è spesso seguita da altre che tendono a confermarla e che possono essere: ”anche lo zio Piero era come me e mi hanno sempre detto che assomiglio a lui” oppure “dunque non ci posso fare nulla”.

Accade tuttavia altrettanto spesso che la persona stessa si renda conto che tale prima risposta è insufficiente o quanto meno poco utile. E che anche altri: familiari, amici, colleghi di lavoro, ecc. mettano in dubbio tale valutazione e passino a invitare, spronare, rimproverare il soggetto per il suo immobilismo invitandolo a cambiare.

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